Concorsi

Fondazione Achille Castiglioni
Concorso per il progetto della nuova immagine coordinata
2012

Il progetto presentato per la partecipazione al concorso “Un logo per la Fondazione Achille Castiglioni” è un’identità visiva dinamica: un sistema aperto e variabile che si basa sulla combinazione di nove lettere disegnate appositamente per rappresentare Achille Castiglioni e l’operato della Fondazione. La proposta, essenzialmente di natura tipografica, si compone dell’acronimo FAC e dalla dicitura estesa “Fondazione Achille Castiglioni”. Per ognuna delle lettere F, A e C sono state elaborate tre differenti forme, ottenendo così un insieme di nove segni che, in base al principio matematico delle “combinazioni senza ripetizione”, si mescolano tra di loro dando origine a 27 diverse declinazioni dell’acronimo. Il logo pertanto non ha una sola configurazione, bensì 27 differenti, ognuna delle quali può essere utilizzata in egual modo come immagine dinamica e variabile della Fondazione.

Alla base del disegno delle lettere c’è l’osservazione di disegni tecnici, schizzi e fotografie delle numerose opere del designer, in cui sono state individuate forme essenziali che evocano quelle dei caratteri tipografici. Partendo da forme geometriche pure sono stati ottenuti nove segni differenti, accomunati però da una serie di dettagli che li rendono un sistema omogeneo.

L’obiettivo del progetto è dunque di sottolineare il carattere lineare, essenziale e pulito del lavoro di Castiglioni attraverso la forma delle lettere. La natura dinamica, quasi giocosa, del logotipo evoca invece il senso di libertà, l’ironia e lo spirito dadaista che pervade il modus operandi del progettista e denota il suo stesso carattere.
proposta logo FAC

Le 27 combinazioni
combinazioni

Genesi della lettera F
genesi della F

Genesi della lettera A
genesi della A

Genesi della lettera C
genesi della C

Stationery
FAC_stationery

Citypins / Frammenti urbani
DAB3 | Design per Artshop e Bookshop
2011

Citypins è un progetto pensato con la finalità di far conoscere il patrimonio culturale antico e moderno delle nostre città. Si è scelto di mettere in luce dei “frammenti” di storie e produzioni di pregio che abitualmente sfuggono allo sguardo del turista o dello stesso cittadino. Si tratta, in particolare, di una serie di 4 spille (pins) realizzate artigianalmente utilizzando materiali originali di diverse tipologie. La produzione artigianale garantisce l’unicità di ogni spilla e di ogni set. Il prototipo presentato al concorso fa riferimento alla città di Venezia ma questo vuol essere solo un esempio perché su questo modello se ne possono realizzare per qualsiasi altro sito di rilevo.
Le quattro spille vogliono offrire una Venezia inedita e segreta: la Venezia del vetro, delle donne, dei 500 giardini segreti, degli intrattenimenti poetici, delle produzioni pregiate d’arte, della poesia contemporanea, delle cortigiane e della stampa.
1. ritaglio di tessuto d’arte dalla Manifattura Fortuny, Giudecca.
Una creazione unica ed irripetibile, prodotta con le stesse tecniche di Mariano dal 1922.
2. foglie di menta dal Bio Orto Angelo Raffaele, Dorsoduro.
Un aroma che valica il muro della scuola Wigwam di orticoltura biologica.
3. residui di lavorazione dalla vetreria “La Perla Veneziana”, Murano.
Un firmamento di colori nato dall’amore per il vetro di tre donne.
4. porzione di pagina dal monologo “Un amore di Gaspara Stampa”, stamperia d’arte Venezia Viva, 2003.
Le parole del poeta Luciano Menetto stampate in tiratura limitata.


Venetian Industries Festival
poster selezionato tra i primi 30 classificati
2010